Valsusa e Valsangone (martedì, 8 luglio 2025) — L’allarme per i pascoli della Valsusa e Valsangone a rischio per intossicazione e avvelenamento è stato dato dall’Ente Parco Alpi Cozie.
di Marika Bombana
Il rischio per questi territori montani che si trovano nelle Alpi Cozie piemontesi è reale e non da sottovalutare affatto in quanto questi territori rappresentano delle risorse fondamentali per l’allevamento bovino e ovino della regione e devono essere salvaguardati.
Le piante tossiche costituiscono la seconda causa di avvelenamento nei ruminanti al pascolo, subito dopo i pesticidi. Ma l’intossicazione da vegetali è un rischio molto sottovalutato a causa della mancanza di un’adeguata formazione del personale veterinario e di sistemi di sorveglianza strutturati, rendendo cruciale una maggiore consapevolezza tra allevatori e professionisti del settore zootecnico operanti nella valle.
Di solito, gli animali tendono istintivamente a evitare le piante tossiche, per cui le intossicazioni avvengono principalmente in modo accidentale: in ambienti con scarsa varietà vegetale, per erronea raccolta e contaminazione dei foraggi aziendali, o in soggetti giovani al primo pascolo che non hanno ancora sviluppato la capacità di riconoscere i vegetali pericolosi. I sintomi di avvelenamento sono variabili e spesso aspecifici, con forme acute che possono risultare anche mortali e altre forme che, compromettendo la salute generale dell’animale, possono portare a patologie secondarie potenzialmente letali.
Il problema però si rivolge anche alla salute pubblica, poiché alcune sostanze tossiche come gli alcaloidi possono essere trasmesse all’uomo attraverso il consumo di latte e carne prodotti da animali intossicati, tanto che l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare ha definito le intossicazioni da piante un potenziale problema sanitario.
Last modified: Luglio 8, 2025

