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Nuove terapie da studiare per le leucemie infantili all’ospedale Regina Margherita

Torino (mercoledì, 4 febbraio 2026) — Si sta svolgendo all’ospedale infantile Regina Margherita di Torino uno studio per trovare una nuova terapia anti-tumorale.

di Marika Bombana

Lo studio è coordinato dalla direttrice del dipartimento patologia e cura del bambino Franca Fagioli, finanziato dall’Associazione donatrici italiane sangue cordone ombelicale (Adisco) e nasce da una collaborazione con il Fred Hutchinson Cancer Research Center di Seattle, negli Stati Uniti, nell’ambito della quale il direttore del laboratorio di scienze molecolari e traslazionali Soheil Meshinchi verrà ospitato all’Università di Torino, dopo che già nel 2025 la dirigente medico di oncoematologia pediatrica Valeria Ceolin era stata ospitata a Seattle per sei mesi. Il progetto si inserisce nel panorama delle nuove terapie cellulari che si sono recentemente mostrate efficaci nella cura di tumori pediatrici.

Le malattie che si mira a combattere sono la leucemia acuta linfoblastica e leucemia acuta mieloide, che insieme rappresentano il 35% dei tumori pediatrici. Nonostante i progressi terapeutici, la sopravvivenza dopo la prima ricaduta, soprattutto per la seconda, resta limitata e si attesta intorno al 40-50%. L’individuazione di nuove terapie rappresenta quindi una sfida, a causa del complesso panorama genetico di questa patologia e della sua resistenza, alla recidiva, alle terapie convenzionali.

Il progetto si basa su diverse fasi: dopo aver testato, in modelli cellulari e animali, la sicurezza e l’efficacia pre-clinica di questa nuova terapia cellulare basata su cellule natural-killer isolate da sangue cordonale e ingegnerizzate contro un recettore specificatamente espresso dalle cellule di leucemia pediatrica acuta, chiamato linfopoietina stromale timica, la sua produzione sarà adattata agli standard di buone pratiche di fabbricazione per poter avviare uno studio clinico di fase 1 e 2 per il trattamento di pazienti pediatrici e giovani adulti con leucemia recidivata o refrattaria positiva alla terapia cellulare tradizionale. Trattandosi di una vera e propria terapia cellulare ‘pronta all’uso’ e altamente specifica può essere somministrata senza alcun ritardo e con effetti collaterali minimi.

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Last modified: Febbraio 4, 2026
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