Torino (domenica, 18 gennaio 2026) — La notizia della riapertura della “Stanza dell’ascolto” dell’ospedale Sant’Anna di Torino ha dato vita a non poche opposizioni.
di Marika Bombana
Questa stanza era stata chiusa la scorsa estate dal Tar (Tribunale amministrativo regionale) su ricorso di Cgil per la protesta di femministe e sindacati che l’hanno vista come via per negare l’accesso al diritto all’aborto, regolato dalla legge 194. Il tar aveva dichiarato illegittima la convezione stipulata tra Città della Salute e della scienza e l’associazione antiabortista in termini di professionalità, esperienza e formazione dei volontari.
Lunedì 12 gennaio 2026 è emersa la notizia della riapertura della stanza come luogo per offrire un supporto concreto alle donne in gravidanza, contribuendo a far superare le cause che potrebbero indurre alla interruzione della medesima, al quale potranno partecipare solo gli enti del terzo settore iscritti ai registri delle aziende sanitarie locali per la tutela materno-infantile. Il servizio non avrà natura sanitaria e si svolgerà nel rispetto della 194. I volontari, che dovranno avere esperienze pregresse nel campo della maternità, dovranno operare con neutralità rispetto all’interruzione volontaria di gravidanza, di competenza sanitaria, “fornendo invece supporto, ascolto, orientamento e informazioni di carattere non sanitario alle donne che manifestino invece la volontà di proseguire la gravidanza”.
Last modified: Gennaio 18, 2026

