Torino (lunedì, 21 luglio 2025) — Lo speleologo Marco Massola del Cai di Lanzo è rimasto incastrato in una grotta nel Cuneese, vicino ad Ormea.
di Marika Bombana
Lunedì 21 luglio all’alba sono riprese le operazioni di salvataggio dello speleologo 63enne rimasto incastrato nell’abisso Paperino, una grotta situata nei pressi di Colla Termini vicino a Ormea, in provincia di Cuneo.
Il responsabile della sezione speleologica del Cai di Lanzo, in provincia di Torino, stava procedendo con altri compagni all’interno della grotta, profonda 170 metri, quando è stato colpito in testa da alcune rocce. L’uomo è infatti ferito: ha riportato un trauma carnico e non può camminare. Grazie al casco di protezione non è morto, ma è rimasto cosciente.
Nella notte tra domenica 20 e lunedì 21 luglio circa cinquanta tecnici del Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico si sono alternati nelle operazioni di soccorso. Domenica pomeriggio Massola è stato raggiunto da una squadra tecnica e da un sanitario che gli hanno prestato le prime cure e lo hanno stabilizzato. Il 63enne è sotto controllo diretto di un sanitario del Cnsas, specializzato nel soccorso medicalizzato in ambienti sotterranei. Gli è stata allestita anche una tenda riscaldata per ricoverarlo a circa 40 metri di profondità, oltre ad un cavo telefonico per le comunicazioni.
Le operazioni di soccorso sono piuttosto lunghe e complicate in quanto, per fare uscire la barella, sarà necessario disostruire alcuni tratti della grotta che separano il luogo dell’incidente dall’uscita. L’intervento, secondo gli stessi esperti del Soccorso speleologico del Cnsas, si protrarrà per diverso tempo. Anche per questo i tecnici disostruttori si sono messi in viaggio da tutto il Nord Italia e utilizzeranno diverse tecniche. Anzitutto, palloncini e pistoncini ad aria compressa. E, in casi estremi, l’esplosivo. Una seconda squadra di soccorritori monitora la situazione dalla superficie ma ancora non si può identificare quando riusciranno portarlo fuori.
Last modified: Luglio 21, 2025

