Torino — I ricercatori dell’Università di Torino hanno svolto degli studi sulla depressione e sulle sue conseguenze sullo stress e sulle nostre emozioni.
di Marika Bombana
Lo studio è stato pubblicato nelle scorse settimane sulla rivista scientifica “Scientific Reports”, scoprendo dunque il meccanismo chiave con cui la depressione riduce l’attività dei neuroni della zona del cervello che regola le emozioni e le risposte allo stress. “Abbiamo capito che un’iperattività di specifici canali del potassio possa contribuire alla disfunzione della corteccia prefrontale nei disturbi depressivi. Comprendere questo meccanismo apre nuove prospettive per lo sviluppo di terapie mirate a normalizzare l’attività neuronale”, dichiarano i due ricercatori Filippo Tempia ed Eriola Hoxha.
Le ricerche sono state condotte su alcune cavie che avevano comportamenti depressivi dovuti allo stress cronico. L’analisi elettrofisiologica ha mostrato che la minore eccitabilità neuronale è legata a un aumento dei meccanismi di adattamento mediati dai canali del potassio, che regolano il ritmo di scarica neuronale. Soprattutto, è stato rilevato un innalzamento della soglia di attivazione e un’accentuazione dell’iperpolarizzazione postuma, due fenomeni che rendono più difficile per i neuroni generare e sostenere potenziali d’azione.
Ad oggi, secondo l’OMS, la depressione colpisce il 5% della popolazione adulta mondiale e la maggior parte dei trattamenti utilizzati finora falliscono per una comprensione incompleta delle basi biologiche. Con questo nuovo studio, invece, si vogliono cercare nuove modalità di trattamento.
Last modified: Novembre 17, 2025

