Torino (mercoledì, 20 agosto 2025) — Un detenuto vive da tre anni in una piccola cella nel carcere di Torino per sua volontà.
di Marika Bombana
L’uomo 73enne, infatti, non vuole uscire dalla sua celle nè avere contatti con altre persone. Vive così in un piccolo spazio di pochi metri quadrati avvolto dalla carta stagnola per paura di germi e contaminazione. Ha anche pagato altri detenuti per farsi blindare la cella anche dall’esterno.
All’interno sono poche gli arredi, solo un materasso e un lavandino. La situazione, piuttosto grave e particolare, è stata denunciata dal partito Radicali Italiani che ha fatto visita al carcere Lorusso e Cutugno di Torino lunedì 18 agosto 2025.
Il segretario nazionale Filippo Blengino ha dichiarato che si tratta di: “Una situazione inaspettata. Quando abbiamo visto il blindo così sbarrato (la porta blindata con pesanti serrature in metallo che separa la cella dei detenuti dal corridoio, ndr.) abbiamo pensato fosse una cella vuota, sbarrata magari perché sottoposta a indagini, non immaginavamo che dentro ci fosse una persona”, spiega così il segretario a TorinoToday.
“Non c’è luce naturale, non filtra nulla e non essendoci docce all’interno delle celle, ma solo lavandini, si possono immaginare le sue condizioni igieniche. Sono riuscito a parlargli dall’unico spiraglio possibile, il rettangolo dove riceve anche il cibo, da cui arrivava un odore nauseabondo”, spiega Blengino.
La volontà dell’uomo è di certo influenzata da una fobia e da problemi psichici. Più volte la situazione sarebbe stata segnalata al garante nazionale dei detenuti, senza esito. “È chiaro a tutti che una persona, in quelle condizioni, non può stare in carcere, deve ricevere delle cure. Trattenerlo, in quelle condizioni, è un pericolo e un rischio per l’intera struttura così come per il personale e per gli agenti di polizia penitenziaria che, oltre a essere sotto organico, non hanno strumenti né vengono formati per gestire situazioni simili”.
Last modified: Agosto 20, 2025

