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Il Piemonte diventa la nuova patria dell’olio d’oliva

Torino (lunedì 14 luglio 2025) — É proprio per il cambiamento climatico che le coltivazione dell’olivo si stanno spingendo sempre più verso il nord Italia.

di Marika Bombana

Le stime nazionali attestano un calo del 32% nell’ultimo raccolto rispetto all’anno precedente al Sud Italia, mentre le regioni settentrionali sono in controtendenza e si assiste a una crescita degli impianti con una conseguente maggiore produzione di olio extravergine di oliva.

Tra i luoghi in cui si trovano oggi le piantagioni troviamo l’arco alpino piemontese, dove fino a 10 anni fa non veniva affatto preso in considerazione dalle guide specializzate, mentre nella Guida agli Extravergini di Slow Food 2025 sono ben 10 le aziende segnalate. 

L’ultima raccolta ha registrato dati positivi sia sul fronte della produzione di olive (+20%) sia su quello dell’olio (+15%). Marco Antonucci, esperto della Guida Extravergini, spiega che “si tratta di produzioni ancora marginali – il Piemonte produce lo 0,01% dell’olio italiano, la Lombardia lo 0,4%, il Veneto lo 0,8%”. Le caratteristiche tipiche dell’olio piemontese sono il gusto fruttato leggero/medio, l’ottimo equilibrio amaro/piccante e i sentori di freschezza. Attualmente si stimano circa 350 ettari coltivati a olivo, per un totale di 200/250 mila piante.

Non male come numeri in una regione, diciamolo pure, rinomata per tutt’altro. Ma è il Monferrato il cuore della produzione dell’olio piemontese, come Olivola, San Marzano Oliveto e Moncalvo. Si riprende dunque una tradizione medievale perchè proprio 1000 anni fa circa gli olivi erano piuttosto diffusi nel Canavese, nel Biellese e Novarese, nel Torinese, in Val di Susa e più a sud nelle Langhe, Monferrato e Roero.

L’olio piemontese può essere ordinato presso diverse aziende che effettuano spedizioni anche di quantità minime o, meglio ancora, può essere scoperto andando a visitare direttamente questi pionieri della rinascita dell’olivicoltura subalpina. Nel Monferrato troviamo il Castello di Razzano ad Alfiano Natta e l’Azienda Agricola Oliviera ad Olivola. Qualche chilometro più a nord, ecco Sala Monferrato dove ha sede l’azienda di Marco Botto che affianca alla produzione vinicola anche quella dell’olio.

Nell’Astigiano, a Casorzo, troviamo l’Azienda Agricola Uliveto Casa Carucci. A soli 5 chilometri c’è Grana dove ha sede Prediomagno, un resort con vista panoramica in cui olio e vino sono di propria produzione. A San Sebastiano da Po il Monferrato incontra le Colline Torinesi, ed è qui che sono stati impiantati gli Oliveti Giachino che hanno la loro sede operava a Front Canavese. Infine a Pinerolo, altra zona storicamente vocata all’olivicoltura, c’è l’Azienda Santa Caterina, posizione panoramica con vista sul Monviso.

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Last modified: Luglio 14, 2025
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