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Torino, “daspo cinofilo” per maltrattamento e abbandono di animali

Torino (martedì 15 luglio 2025) –Ecco cos’è e come funzionerebbe la proposta di “daspo cinofilo” date le innumerevoli segnalazioni di maltrattamento e abbandono di animali.

di Marika Bombana

Il termine daspo deriva dall’ambito sportivo dove indica il divieto di accedere alle manifestazioni sportive. É entrata poi nel linguaggio comune per indicare in generale qualsiasi misura di sicurezza per “mettere a bando” e inserire in una black-list qualcuno.

Il daspo cinofilo in particolare è: “una misura preventiva che si pone l’obiettivo di impedire, alle persone già condannate per maltrattamenti, la possibilità di adottare un animale domestico”, spiega Andrea Russi, capogruppo M5S e primo firmatario della mozione. Il primo testo della proposta, in realtà, vedrebbe la misura estesa non solo ai soggetti condannati, ma anche a quelli solamente denunciati: “Abbiamo volutamente alzato il tiro per avere la giusta attenzione su un tema di cui si è già parlato in città e che è molto sentito dato che circa il 66% dei torinesi ha almeno un animale domestico. Nel 2024 Cirio aveva introdotto misure restrittive nei confronti di persone con precedenti in tema di maltrattamenti animali”. Ma non sempre ad una denuncia segue una condanna, perciò era necessario un intervento più duro per concretizzare un proposito che, ad oggi, è tale solamente sulla carta.

La proposta deve ancora essere vagliata e approfondita, ma verrà sicuramente discussa prima della pausa estiva del consiglio. Il funzionamento prevede di istituire una vera e propria “black-list”, una lista di nominativi che per legge non verrà trasmessa all’esterno ma potrà essere consultata dall’autorità giudiziaria che, a sua volta, trasmetterà esito positivo o negativo al momento dell’adozione. É urgente e necessaria l’istituzione di un daspo cinofilo a Torino, così come esiste già a Nichelino, Moncalieri e Collegno, in quanto: “Nel solo 2024 sono state 567 le segnalazioni, 186 le sanzioni comminate. Sono numeri alti che ci hanno portato a riflettere a voler agire, anche perché la misura può essere interpretata come metodo di contrasto al fenomeno dell’abbandono”. 

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Last modified: Luglio 15, 2025
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